Le ametropie, ovvero la
miopia,
l'astigmatismo e
l'ipermetropia, sono difetti di messa a fuoco della
macchina fotografica oculare, causati da uno squilibrio tra il
comportamento ottico delle lenti biologiche naturali (ovvero dalle
curvature delle superfici della cornea e del cristallino) e la
lunghezza focale delle camere oculari. Le immagini percepite sono
sfuocate in maniera proporzionale all'entità del difetto, la cui
unità di misura viene chiamata diottria.
Un paragrafo a parte merita la
presbiopia.
La miopia
La Miopia è il difetto visivo più frequente nel nostro Paese, così
come in tutto il mondo occidentale, dove circa un abitante su
quattro è alle prese con difficoltà di messa a fuoco di oggetti
lontani. Si tratta, in genere, di una condizione dovuta alla
lunghezza eccessiva dell'occhio oppure a una cornea o a un
cristallino troppo curvi; a causa di ciò i raggi luminosi
provenienti dagli oggetti lontani vengono messi a fuoco davanti alla
retina, dopo di che cominciano a divergere, formando un'immagine
sfocata a livello retinico. Gli oggetti distanti appaiono tanto più
indistinti e annebbiati quanto maggiore è l'entità del difetto.
Parliamo di miopia lieve quando il difetto non supera le 5 diottrie,
di miopia media sino a 8-9 diottrie, di miopia elevata al di sopra
di questi valori.
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L'Ipermetropia
L'Ipermetropia, escluse le rare cause da addebitare al cristallino,
è provocata da una cornea troppo piatta oppure da un bulbo troppo
corto. Nell'occhio che non è in grado di accomodare, ovvero di
aumentare la curvatura del cristallino e quindi la convergenza del
fascio di luce che raggiunge l'occhio, la radiazione luminosa viene
messa a fuoco dietro la retina e la visione risulta annebbiata a
tutte le distanze, ma soprattutto per vicino. Nei gradi lievi e nei
soggetti giovani, l'ipermetropia viene normalmente compensata da un
aumento del tono accomodativo, e quindi rimane asintomatica e
nascosta a lungo; inizia a rivelarsi con sintomi di affaticamento
(bruciori e pesantezza oculare, cefalea, nausea o vertigini,
improvvise eclissi visive, tendenza allo strabismo convergente)
legati all'eccesso di esercizio del muscolo ciliare, sollecitato
anche in condizioni che normalmente sono di riposo funzionale, per
esempio guardare l'orizzonte. Si tratta comunque di un difetto molto
diffuso almeno quanto la miopia, che viene inesorabilmente a galla,
con il passare degli anni, in soggetti che hanno sempre visto bene e
che assistono impotenti al progressivo deterioramento qualitativo
della loro funzione visiva. L'ipermetropia viene definita lieve sino
a 3 diottrie, media tra 3 e 6 diottrie, elevata al di sopra di tali
valori.
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L'astigmatismo
L'Astigmatismo è una condizione ottica molto comune causata, tranne
rari casi di responsabilità del cristallino o della retina, da una
peculiare conformazione topografica della cornea, che ha un aspetto ovaloide anziché sferico. Se immagini di tenere un pallone tra le
mani e di schiacciarlo: la sua forma inizialmente sferica,
corrispondente alla cornea normale, diventa ovale, simile ad un
pallone di rugby, con un meridiano a maggior curvatura (quella più
schiacciato) e uno a minor curvatura, ad esso perpendicolare.
L'immagine retinica nell'occhio astigmatico non si forma in un punto
preciso, ma su tanti punti non coincidenti lungo un intervallo di
visione sfuocata. Si tratta per lo più di un'anomalia congenita,
individuabile sin dai primi anni di vita e che si modifica
pochissimo nel corso degli anni (astigmatismo primitivo) oppure
secondaria a traumi o a interventi chirurgici (per cataratta,
glaucoma, distacco di retina e trapianto di cornea).
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la presbiopia
Il venir meno dell'accomodazione con il passare degli anni, non va
considerato un vero difetto visivo ma un fenomeno fisiologico che si
presenta intorno ai 45 anni. L'occhio normale (emmetrope) continua a
vedere bene da lontano mentre per vicino inizia ad allontanarsi il
punto prossimo di visione. Il soggetto presbite deve allora
ricorrere ai classici occhiali a mezza luna, un paio di lenti
positive convergenti che mettono a fuoco, ingrandendo leggermente, i
caratteri più piccoli. Nei pazienti ipermetropi si manifestano in
anticipo i segni della presbiopia, il cui valore diottrico si somma
a quello del difetto ipermetropico, aumentando così il potere della
lente prescritta; al contrario i miopi per poter leggere
confortevolmente, devono invece sottrarre le diottrie della
presbiopia dal valore dell'occhiale utilizzato per lontano.
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