
La compensazione dei
difetti visivi con occhiali si avvale di lenti, divergenti per la miopia,
convergenti per l'ipermetropia, cilindriche per l'astigmatismo che, poste a
circa 13 mm dalla cornea, riportano il fuoco sulla retina. Versatili, pratici ed
economici nei difetti lievi, gli occhiali, quando il difetto diventa rilevante,
presentano numerosi inconvenienti per una serie di ragioni:
estetiche
- spesse
ai bordi e con antipatici riflessi anulari (miopi) e spesse al centro
(ipermetropi). Le lenti sembrano delle protesi e limitano la scelta della ontatura, obbligandola a modelli robusti;
pratiche
- sono penalizzate le
attività dinamiche, soprattutto sportive, perché gli occhiali sono pesanti,
scivolano e si appannano; funzionali - la qualità ottica delle immagini è
impoverita da un effetto di rimpicciolimento (miopi) e ingrandimento
(ipermetropi) e da distorsioni della visione periferica (aberrazioni), che
possono determinare errori di interpretazione delle distanze e delle profondità.
Le lenti a contatto risolvono molti di tali problemi; esse infatti non
interferiscono con l'aspetto estetico, ampliando il campo visivo e il campo di
sguardo, ovvero si muovono con l'occhio, per cui la visione è più naturale che
con gli occhiali, aboliscono il fastidio dei riflessi, lasciano una maggiore
libertà di azione. Non tutti però riescono a tollerare le lenti a contatto per
un numero di ore sufficiente nell'arco della giornata; inoltre richiedono una
manutenzione scrupolosa e controlli periodici per scongiurare il pericolo di
complicazioni anche serie (infezioni, alterazioni della trasparenza corneale).
Tutti questi pazienti possono trovare una valida alternativa e una soluzione
definitiva nella
chirurgia refrattiva.